Attualità

02-10-2014

Salone Nautico di Genova: industria nautica e politica guardano al futuro

La tavola rotonda inaugurale del 54. Salone Nautico di Genova è stata incentrata sul rapporto fra comparto nautico ed economia. UCINA: “Il supporto politico è fondamentale per il nostro settore”. Lupi: “Il settore nautico deve continuare ad essere una eccellenza italiana anche grazie all’apporto politico”. I punti – chiave per il rilancio del settore

La nautica da diporto ricopre un ruolo centrale nell’industria italiana, non solo a livello di economia, ma anche come laboratorio di tecnologia e design. D’altro canto, tutto il comparto nautico, risorsa centrale per il Paese, deve continuare ad essere una eccellenza italiana. E’ quanto affermato dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi, al convegno inaugurale del 54. Salone Nautico Internazionale di Genova, dal titolo emblematico: “L’economia della nautica”.

La tavola rotonda, cui hanno preso parte anche Carlo Calenda, viceministro allo Sviluppo Economico, Paola De Micheli, vicecapogruppo PD alla camera, Gerardo Mastrandrea, capo ufficio legislativo delle Infrastrutture del ministro Lupi e il presidente di UCINA Confindustria Nautica Massimo Perotti, è partita dalla dichiarazione del ministro per un excursus sul settore della nautica nel nostro Paese, che secondo quanto indicato dal numero uno di UCINA va aiutato anche a livello politico. “Il supporto della politica è fondamentale per la ripresa del nostro settore” – ha affermato il presidente di UCINA, Massimo PerottiDopo anni di politiche disastrose che hanno fortemente penalizzato l’industria nautica e il suo indotto turistico possiamo finalmente riscontrare un grande sforzo a 360° di tutte le formazioni politiche a favore della nostra industria. In parte questo si deve alla comprensione dei risultati obiettivamente disastrosi delle politiche recessive adottate dai Governi precedenti, ma anche al quotidiano lavoro di sensibilizzazione svolto da UCINA”.

I punti chiave indicati da Perotti per il rilancio del settore sono cinque: rientro della flotta nei mari italiani (le tasse del Governo Monti hanno causato la fuga di ben 40.000 imbarcazioni, con un mancato gettito per l’erario di circa 8-900 milioni di euro): in questo senso, appare indovinata la recente norma che riconosce i servizi di accoglienza dei posti barca in transito come attività ricettive, consentendo l’applicazione dell’IVA al 10% ai marina resort; riduzione della duplicazione dei controlli in mare (grazie alla collaborazione con il Corpo delle Capitanerie di Porto Guardia Costiera, all’istituzione del bollino blu e, soprattutto, all’introduzione del “Registro telematico della nautica da diporto”,  quest’estate è stata favorita la trasparenza); una legge che possa dare più flessibilità occupazionale nel settore (dal 2008 ad oggi si sono persi 18.000 posti di lavoro che diventano 40.000 se si considera la filiera della nautica, il tutto aggravato da una caratteristica peculiare del settore che è la stagionalità del business nautico); la riforma del Codice che la nautica attende da anni e che, finalmente entro la fine dell’anno dovrebbe essere approvata; rilancio del leasing nautico che è passato da un totale di oltre 2 miliardi di euro a quasi 100 milioni, una cifra che da sola è la misura della crisi.

La risposta dei rappresentanti parlamentari non si fa attendere, e sembra andare nella direzione auspicata da UCINA: il vicecapogruppo del PD alla Camera, Paola De Micheli, ricorda che la nautica non deve essere vista soltanto come un settore del lusso, ma come una industria che produce ricchezza e lavoro: “Ci impegniamo a sostenere la misura “Sblocca Italia” e avere il decreto attuativo entro tre anni – ha dichiarato Paola De Micheli - Posso comunque esprimere la mia personale soddisfazione per aver ottenuto un risultato concreto a favore del comparto con l’equiparazione dei Marina resort alle strutture ricettive all’area aperta”.

Dunque, serve un sostegno concreto al comparto nautico, anche in virtù di un suo posizionamento all’estero: in questo senso, Paolo Calenda (viceministro allo Sviluppo Economico) ha ricordato come, a partire da quest’anno e contrariamente a come era sempre avvenuto, la destinazione delle risorse destinate dal MISE alla nautica verrà stabilita dall’Associazione di Categoria e, non più, dagli uffici centrali. Questo consentirà in maniera ancora maggiore di finanziare le attività volte all’internazionalizzazione che UCINA da sempre promuove a favore soprattutto delle PMI che, altrimenti, con le sole proprie forze, non riuscirebbero ad affacciarsi ai mercati esteri.

“Tutti questi risultati sono fondamentali per la ripresa della nautica – ha concluso Perotti - Questo Salone dimostra che, nonostante la crisi, gli imprenditori continuano ad investire e a mettere tutta la passione di cui sono capaci perché la nautica ritorni ad essere un settore trainante per l’economia del Paese. Siamo rimasti stupiti dalle continue difficoltà che riscontriamo per il rinnovo della concessione della marina grande che ci impediscono di programmare il nostro futuro. Genova deve dimostrare di comprendere l’importanza della nostra industria e della manifestazione che la rappresenta: se non ci aiuterà, ci vedremo costretti ad andare da un’altra parte”.

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